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PRESENTAZIONE |
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Premesse
Nel 1996 sono state pubblicate le Linee Guida della Commissione Oncologica Nazionale sugli Screening Oncologici e i Piani Sanitari Nazionali successivi hanno dato indicazioni per la realizzazione da parte delle Regioni e delle Aziende Sanitarie di programmi organizzati. Gli screening citologico, mammografico e colorettale sono compresi fra i Livelli Essenziali di Assistenza. La Regione Veneto nel 1996 ha emanato le “Linee Guida Regionali sugli Screening Oncologici” e deliberato l’attivazione degli screening a livello delle Aziende ULSS. Nel 1997 ha approvato e finanziato i primi programmi. Attualmente lo screening citologico è attivo in tutte le ULSS, quello mammografico in 19 su 21, e dal 2002 è iniziata la diffusione degli screening dei tumori colorettali, ora presenti in 18 ULSS.
- Nello screening citologico le donne fra i 25 e i 64 anni vengono invitate ad eseguire Pap test triennale. La popolazione target del Veneto ammonta a 1.300.000 donne.
- Lo screening mammografico è rivolto alle donne fra i 50 e i 69 anni, nel Veneto circa 570.000, invitate ad eseguire una mammografia con frequenza biennale.
- Lo screening colorettale è rivolto a uomini e donne fra i 50 e i 69 anni, nel Veneto circa 1.160.000, invitati ad eseguire un test del sangue occulto fecale ogni due anni. In sei programmi italiani, fra cui due veneti, lo screening colorettale utilizza come test di screening la rettosigmoidoscopia offerta ai sessantenni.
Caratteristiche degli screening
Gli screening oncologici costituiscono interventi di sanità pubblica complessi ed impegnativi, basati su prove di evidenza e offerti a grandi numeri di persone. Coinvolgono unità operative diverse e operatori con qualifiche professionali molto diversificate. Buoni livelli di qualità possono essere raggiunti e mantenuti solo tramite la valutazione continua di tutte le fasi della procedura di screening. Tale valutazione non può prescindere da un approccio multidisciplinare, che rifletta la struttura stessa dello screening.
Poiché gli screening vengono proposti attivamente ad una popolazione sana o presunta tale, deve essere posta un’attenzione ancora maggiore che per altri interventi sanitari alla loro qualità, e in particolare è necessario:
- garantire un percorso diagnostico-terapeutico basato sulle prove di efficacia, con esposizione minima degli utenti a disagi e a rischi;
- adottare protocolli, procedure e regole stabilite, curando la formazione del personale;
- controllare la qualità delle varie fasi del processo con il monitoraggio, la valutazione ed il mantenimento a livelli ottimali di tutte le caratteristiche di prestazione che possono essere definite, misurate e controllate;
- assicurare la qualità dell’informazione e la trasparenza necessarie nel rapporto tra struttura e utente, e verificare la qualità percepita.
Attività di coordinamento
Ciascuna Azienda ULSS è responsabile della gestione dell’intervento sul territorio. A livello centrale, la Regione ha identificato come interlocutore tecnico per gli screening oncologici il Registro Tumori del Veneto (RTV), Istituto Oncologico Veneto, con compiti di coordinamento, monitoraggio degli indicatori di qualità e aggiornamento tramite relazioni ad hoc e rapporti annuali.
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| Tavola 1: Responsabili dei programmi di screening oncologici del Veneto |
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Responsabili dei programmi
Centro Regionale di Riferimento: IOV – Registro Tumori del Veneto
Responsabile del programma a livello regionale: Dr. Marcello Vettorazzi
Responsabili dei programmi nelle Aziende ULSS |
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| Tabella aggiornata agosto 2010 |
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Coordinamento
regionale:
Marcello Vettorazzi, Carla Cogo, Manuel Zorzi, Chiara Fedato
Istituto Oncologico Veneto - IRCCS, Registro Tumori del Veneto, Padova |
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